Smart working? Questione di change, questione di fiducia.

Aggiornato il: mar 11

Ogni individuo da sempre è incline ad essere influenzato dalle persone che ama/ammira e da coloro che hanno potere e quindi dalle loro emozioni, cosi come essi stessi contagiano le proprie cerchie di persone. Il cambiamento comporta una variazione della cultura del dato gruppo, per questo è essenziale riconoscere e monitorare gli effetti del “contagio emotivo” quando facciamo partire progetti di smart working. La più grande sfida del cambiamento è saper cambiare il modo di vedere ed interagire, percepire o interpretare gli altri. Avere fiducia è fondamentale, serve darla prima di pretenderla. Significa dare spazio all'altro, ad una visione diverse delle persone .

Per questo è importante quando lavoriamo con i nostri clienti che ci sia un ampio committment da parte del board dell'azienda nel voler attivare lo smart working. Si cambia il paradigma di riferimento in azienda, si lavora si su piano di welfare ma che incide a livello più profondo. Occorre lavorare in un clima in cui le persone si sentono libere di esporsi e serve sempre interrogarci sulle reali intenzioni altrui prima di attribuirne di nostre e deviare il messaggio o l’intenzione. Siamo tutti biologicamente collegati tra noi così da provare le stesse emozioni contemporaneamente, comprenderle e dar loro un significato specifico per una determinata situazione, poiché si attivano le stesse cellule neuronali. Il contagio emotivo di questi giorni era evidente, la paura si trasmette velocemente, la sfiducia è contagiosa e deriva dunque dalla capacità del nostro cervello di attivare aree specchio ogni volta che si entra in contatto con un soggetto diverso da noi poiché le sue reazioni emotive verranno elaborate dal nostro cervello, mappate, studiate e replicate. Nelle azioni quotidiane ogni individuo trasmette inconsciamente agli altri, messaggi su come si sente in quel momento e lo riceve dagli altri, regolandosi vicendevolmente e influenzando il comportamento proprio e altrui. Questo meccanismo è alla base dell’empatia, abilità che si può ampiamente sviluppare e non è determinata biologicamente senza possibilità di ampliamento. Lo stesso vale per l’umore. Si è notato grazie a diversi studi, che l’umore di un leader è molto contagioso, sia esso positivo che negativo ed ha il potere di trascinare individui e masse. Si nota che un umore positivo e allegro, crea lo stesso umore nel resto del gruppo e comportamenti propositivi e positivi più duraturi. Nello smart working avere maturità sulla gestione del proprio tempo, e consapevolezza del proprio modo di essere e di reagire è fondamentale per attraversare delle criticità.

Alla base del meccanismo di fiducia vi è l’intelligenza emotiva, che è una competenza chiave per lo smart worker e che se allenata, permette di riconoscere e rendersi maggiormente consapevoli sulle proprie ed altrui emozioni e regolare di conseguenza le performance e i comportamenti, ottenendo quindi fiducia dagli altri. La fiducia avrà un impatto sui team distribuiti, sul committment e su quanto lascio che le mie persone possano avere spazio per essere più produttive. La fiducia è la “volontà di rendersi vulnerabili agli altri” (Hong e Bohnet – 2007).Tanto è difficile misurare la fiducia che gli altri ripongono in noi e noi negli altri, quanto è difficile spiegare il motivo per cui proviamo il sentimento di fiducia.Una prima spiegazione è certamente a livello culturale: in ogni nazione il livello di fiducia cambia, così come cambia a seconda delle norme, delle conoscenze e dei sentimenti che le persone espongono; ma alla base vi è una sorta di omogeneità di intenti e influenze reciproche simili che creano contagio e donano fiducia all’altro.

La fiducia, se ci pensate è data da due fattori: professionalità e carattere.

Voi vi fidate da chi ha entrambe queste caratteristiche. Se volete lavoratori produttivi aiutateli su questi due aspetti. A livello biologico l’ormone Oxytocina sembra essere rilasciato e stimolato di fronte a soggetti che sembrano darci fiducia, e automaticamente anche noi riponiamo in essi fiducia. Quindi la fiducia genera fiducia poiché provoca la stessa risposta biologica nei soggetti che se la scambiano.Inoltre, la fiducia viene generata se cala la paura e il timore e aumenta il desiderio di socializzazione, poiché l’Oxytocina crea una disattivazione della paura che non interviene quando entra in gioco la fiducia: chi ha fiducia non ha paura.

#cliente #comunicazione

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